Comune di Val di Nizza

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Oratorio dedicato alla Madonna

DESCRIZIONE
Esterno. Facciata: preceduta da portico ad archi a tutto sesto e pilastri di pianta quadrata, in pietre a vista fino all’altezza del capitello. I profili del frontone sono in cotto. Interno. Lato destro e sinistro risultano suddivisi in due campate da pilastro con modanatura composita. Le pareti delle seconde campate a destra e sinistra presentano decorazione barocca in stucco. Coro: è scandito da sei lesene; sulla destra, una finestra. Le pareti interne sono decorate da cornice.

Chiesa S. Paolo Apostolo

In origine era una pieve nel territorio della diocesi di Tortona e da essa dipendevano le chiese di S. Eusebio, la Natività di S. Maria di Oramala e di S. Colombano di Monteforte. L’Imperatore Carlo Magno con suo diploma vergato il 5 giugno dell’anno 794, la donò con tutti i suoi possedimenti al potente monastero di Bobbio, al quale fu confermata anche dai suoi successori congiuntamente alla pieve di S. Albano. Inserita nel territorio della “Corte di Verde”, la chiesa aveva una dotazione di terreni, divisi fra mezzadri e usufruttuari che coltivavano i campi a grano, a vigna, a pascolo e garantivano una parte di reddito per il monastero di Bobbio.

Nella pievania si officiavano le funzioni religiose e si dava sepoltura ai morti. Si amministravano solo alcuni sacramenti, fra questi il Battesimo e su disposizione del Vescovo, s'impartivano le penitenze. Il pievano era di regola un monaco con funzioni di priore e aveva alle sue dipendenze un corpo di canonici. Dopo il Concilio di Trento, terminato nel 1563, si diffusero le Confraternite religiose che oltre ad esercitare il culto svolgevano opere di pietà e di carità nei territori. In seno alla chiesa è ricordata la Compagnia del SS. Sacramento agli inizi del XVII secolo. Con il sinodo del 1633 furono completamente aboliti i diritti delle pievi e le chiese di S. Paolo e di S. Albano, trasformate in parrocchie, passarono alle dipendenze del vicariato di Zavattarello. Il 12 settembre del 1739, dopo aver subito un ampia ristrutturazione, la chiesa fu consacrata da Mons. Fra Carlo Cornaccioli Vescovo di Bobbio e nel 1817 ritornò a far parte della restaurata Diocesi di Tortona. Prospiciente alla chiesa esisteva un cimitero.

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