Comune di Varzi

Comune di Varzi

Oratorio S. Elisabetta

DESCRIZIONE
Esterno. Facciata: ingresso rettangolare, sormontato da finestra rettangolare dal perimetro mistilineo. Due finestrelle ai lati del portale. In facciata una pietra riporta, incisa, la data 1909. La torretta campanaria spicca dalla falda destra della copertura. Lato destro e sinistro non presentano elementi decorativi. Interno. Lato destro e sinistro sono decorati da modanatura: sopra quest’ultima, sui due lati, sono posizionate due finestre. Si accede al coro superando due gradini.

Oratorio S. Giorgio

DESCRIZIONE
Esterno. I tratti neoclassici della facciata, si riscontrano soprattutto nel timpano soprastante e nel pronao che precede l’ingresso. Questo è sostenuto da due colonne piuttosto tozze con abaco. I tre lati del pronao si aprono ad arco a tutto sesto, ed il soffitto è a volta a croce. L’ingresso presenta, sui lati, due lesene con capitelli dai tratti semplici. Il portale è in arenaria, coronato da un arco semicircolare nella parte interna, caricato da cordonatura anch’essa in arenaria con piccoli capitelli cubici caratterizzati da smussatura nella parte inferiore e poggianti su piccoli tori. Nello spazio compreso tra il pronao ed il timpano, una finestra rettangolare interrompe una cornice in aggetto a modanatura composita. Sempre in facciata si notano gli spioventi della navata sinistra e della sagrestia. La cella campanaria è a quattro monofore ad arco a tutto sesto. Per la lapide sepolcrale si rimanda alla scheda artistica (n. B0841). Interno. Lato destro: subito sulla destra vi è l’ingresso alla sagrestia. Segue una lesena sporgente, di base rettangolare: dalla lesena il filo murario diverge leggermente fino all’abside. Navata sinistra: comunica con quella centrale tramite due ampi ingressi rettangolari; il muro è caratterizzato da una finestra a strombatura, una nicchia ed un’altra finestra. Sul fondo, l’ingresso al campanile. Abside: la parete absidale è intervallata da quattro lesene sporgenti con capitello a modanatura composita; nella lunetta destra del soffitto vi è un’apertura rettangolare. Le pareti della chiesa sono decorate da cornice a modanatura composita.

Chiesa Sant’ Andrea Ap.

DESCRIZIONE
Esterno. Facciata: suddivisa in tre parti da quattro lesene in mattoni a vista; ingresso rettangolare e, al disotto del timpano (anch’esso in pietre a vista) monofora. Lato destro e sinistro non presentano particolari decorazioni. Esternamente l’abside ha perimetro poligonale (a tre lati). La torre campanaria è allineata in facciata (lato sinistro): la base è in blocchi lapidei (ripresi nlla decorazione agli angoli) mentre il resto è in mattoni a vista. La cuspide della cella campanaria è in cotto. Interno. Lato destro: prima campata: priva di elementi decorativi. Seconda campata: arco a tutto sesto fiancheggiato da lesene, che fa accedere a cappelletta con altare e nicchia. Terza campata: priva di decorazioni. Lato sinistro: Prima campata: nicchia occupata dal fonte battesimale. Seconda campata: arco a tutto sesto fiancheggiato da lesene, che fa accedere a cappelletta con altare e nicchia. Terza campata: priva di decorazioni. Presbiterio: vi si accede superando scalinata marmorea e balaustra in marmo bianco. Sulla destra e sulla sinistra, ingresso a sagrestie. Abside: marcata da sei lesene; sul fondo, due finestre rettangolari. Le pareti sono decorate con cornice a modanatura composita e, sopra questa, sui due fianchi, tre monofore ad arco a tutto sesto. All’esterno dell’abside un’incisione riporta la data 1893, presumibilmente anno di fondazione della parte presbiteriale.

Altri elementi di rilievo

DESCRIZIONE
Tutti gli elementi di seguito decritti, sono individuabili all’interno del centro storico. Varzi dovrebbe essere stata fondata dai Liguri qualche secolo prima della nascita di Cristo. Lo si deduce dalla stessa etimologia del toponimo, che deriva da var, una parola ligure che significa “acqua”: dunque “paese sull’acqua”. L’abitato non poteva essere che sulla parte bassa, proprio sulle acque dello Staffora. Si sa infatti che Varzi, fino ai primi decenni di questo secolo, veniva periodicamente inondata dalle acque del torrente (il toponimo di Staffora è sta fora, ossia “esce dagli argini”). Questa particolare ubicazione non fu conseguenza di scelte avventate: in quei secoli infatti, lo Staffora aveva l’alveo più stretto ed era ad un livello più basso dell’attuale. E’ stato solo nei secoli successivi che, a causa dello slittamento a valle dei materiali erosi a monte durante le piene, il suo alveo si è gradualmente alzato, provocando notevoli disagi. Un altro motivo in base al quale si pensa che le prime abitazioni sorgessero nella parte più bassa, consiste nel ritrovamento di locali seppelliti sotto l’attuale piano strada. Il primo è stato individuato alcuni decenni fa in Via del Rosino: alcuni scavi effettuati per la realizzazione di una cantina sotterranea, fecero affiorare un originale lavatoio in pietra e un’altra struttura che poteva essere un pozzo o un convogliatore di acqua sorgiva, che serviva ad alimentare il lavatoio stesso. Un altro ritrovamento, scavando una cantina in Via del Mercato: sotto l’attuale piano strada, si scoprì che vi era già un locale adibito a stalla. Varzi ha subito una svolta essenziale, in campo urbanistico, nel 1275: con l’elezione a sede di marchesato, si trasformò gradatamente da piccolo nucleo a borgo di una certa importanza. Le nuove costruzioni realizzate in seguito all’aumento di popolazione, si localizzarono però nella parte alta vicino al castello, senza ampliare così il nucleo originario vicino allo Staffora: il nuovo borgo fu edificato vicino ma, nello stesso tempo, nettamente separato dalle abitazioni esistenti. Il progettista, tracciando il perimetro delle mura, vi inglobò la parte già costruita del castello, individuando alcune aree da destinare ad orti per la sopravvivenza in caso di assedio, lasciandone altre di utilizzo pubblico e destinando la rimanente parte a lotti edificabili. Ne derivò un impianto a scacchiera irregolare costituito dal castello, dalle torri, dalle mura e da alcuni portici. Delle mura ben munite, non rimangono che poche tracce. Le strade vennero suddivise in: principale, secondarie e di servizio; sulla principale, che collegava le due porte (Porta Sottana, o Torre Mangini, e Porta Soprana, o torre del campanile) ed era in parte fiancheggiata da portici, si affacciavano botteghe ed ingressi; le secondarie, ortogonali alla prima, fungevano da collegamento interno; le strade di servizio dovevano avere la funzione di accesso alle stalle e ai depositi sul retro dei lotti. All’inizio di Via Mercato, è stata ritrovata una cantina, situata al piano strada, il cui soffitto era sostenuto da due colonne cilindriche in pietra, sormontate da due capitelli scolpiti, probabilmente risalenti al XII-XIII secolo. Molto particolare la “Via di Dentro”, ricavata dall’antica strada di fondovalle. In “Vicolo dietro le Mura” si può attraversare il tunnel costruito sopra il muro di difesa. In “Via della Piazzola”, è interessante constatare che, come indicato in precedenza, il fondo stradale è il soffitto delle cantine sottostanti. La torre sottana si sviluppa accanto all’antico corpo di guardia. La torre soprana è anch’essa in pietre a vista: nel secolo XIX è stata in parte trasformata in campanile. Entrambe le costruzioni presentano cornici con esterno a bugnato e portale a sesto acuto. Nella torre sottana sono visibili ancora le tracce della difesa piombante, ed il portale ha mensole in arenaria. Il Palazzo Malaspina-Odetti, in pietra arenaria a vista, s’affaccia sulla piazza del Municipio e deriva da una ristrutturazione dell’antico castello effettuata nel XVIII secolo. Degno di rilievo il portale in stile barocco. L’ingresso padronale presenta un portale a sesto acuto.

Chiesa S. Germano

DESCRIZIONE
Esterno. Facciata: suddivisa in tre scomparti da quattro lesene a tutta altezza, con alti piedistalli e capitelli a modanatura composita. I due scomparti laterali sono decorati con riquadri (in rilievo) ad angoli smussati. Il portale rettangolare è sormontato da cornice a ferro di cavallo; più in alto, rientranza rettangolare con affresco. Un primo breve tratto del lato destro, risulta unito ad un altro edificio: la parte inferiore funge da sottopassaggio. Lato sinistro: caratterizzato dal blocco corrispondente alle nicchie. La torre campanaria è in pietre a vista; la cella campanaria ha quattro fornici ad arco a tutto sesto. Attualmente presenta cinque tiranti, inseriti per un intervento di consolidamento. Interno. Controfacciata: caratterizzata da una bussola lignea, e da una sopraelevazione che sostiene l’organo. Lato destro: Prima nicchia ad arco a sesto ribassato. Segue lesena con capitello in arenaria decorato con volute e alto basamento in arenaria. Seconda nicchia ad arco a tutto sesto con altare. Segue lesena. Terza nicchia, coma la precedente. Lato sinistro: uguale al lato destro. Presbiterio: sopraelevato da gradinata marmorea a due alzate. Sulla destra, la cantoria, che conduce alla “grotta di Lourdes”. Sulla sinistra, un’altra cantoria ed un finestrone rettangolare. Si accede alle cantorie tramite due archi a tutto sesto. Abside: scandita in cinque settori, da quattro lesene pensili decorate come quelle in navata. Le pareti dell’edificio sono decorate da cornice a modanatura composita.

Chiesa dei Rossi

DESCRIZIONE
Esterno. Facciata: può essere suddivisa in zona superiore ed inferiore. La zona inferiore presenta, al centro, il portale rettangolare, con stipiti ed architrave. Gli stipiti sono decorati a più riquadri e, sopra l’architrave, sormontata da mensola in aggetto, un incavo con affresco. La zona inferiore descritta è in pietra a vista: blocchi squadrati di arenaria grigia, rossa e nera. A destra e a sinistra del portale, due nicchie (una per parte) con volta semisferica, e base occupata da sfera lapidea. Sopra le nicchie, due incavi con affresco. Le due nicchie sono inquadrate da due lesene sporgenti, sempre in pietra, su grosso piedistallo. Le lesene (quattro in totale) intonacate, terminano superiormente in capitelli a modanatura semplice, sostenenti fregio a sua volta caratterizzato da altri quattro capitelli complessi modanati. Da qui parte la zona superiore della facciata. Al centro, un finestrone quadrato sormontato da timpano in muratura. A destra e sinistra, due alte nicchie con statue, inquadrate da lesene con capitello. Tutta la parte superiore è ad intonaco. La facciata è infine sormontata da timpano sostenuto da una serie di beccatelli (che scorrono anche al disotto delle sime). Il lato destro è addossato ad altra abitazione. Il lato sinistro è in pietre a vista, piuttosto irregolari, così come la parte absidale esterna. La torre campanaria è intonacata e dipinta, con cella superiore che presenta, sui quattro lati, monofora ad arco a tutto sesto. Interno. Controfacciata: presenta bussola lignea. Lato destro: risulta suddiviso da due pilastri, in tre campate. Prima campata: cieca e priva di decorazioni. Segue pilastro di pianta rettangolare con lesena addossata sporgente. Seconda campata: caratterizzata da altare. Segue pilastro. Terza campata: caratterizzata da altare con nicchia soprastante ed elaborata decorazione in stucco. Lato sinistro: presenta le stesse caratteristiche del lato destro. Presbiterio: vi si accede oltrepassando gradinata e balaustra marmorea. Sulla destra, porta rettangolare di accesso alla torre campanaria. Sulla sinistra, altro ingresso anch’esso rettangolare. Sul fondo del coro, due finestroni rettangolari. L’interno dell’edificio è decorato, superiormente, da cornice a modanatura mistilinea, che s’interrompe agli angoli del coro ed in controfacciata.

Chiesa dei Cappuccini

DESCRIZIONE
Esterno. Facciata: il portale a strombatura (risalente al XIV secolo) è preceduto da un elegante protiro. Sugli stipiti emergono bassorilievi in piccoli quadrati e figure sui capitelli che sorreggono la volta semicircolare racchiudente una lunetta (per la descrizione dettagliata del portale e del protiro si rimanda alla specifica scheda artistica). Al disopra, una monofora ad arco a tutto sesto. I profili degli spioventi sono coronati da frangia ad archetti pensili in cotto. Il fianco destro e sinistro sono caratterizzati da monofore ad arco a tutto sesto, allineate. Interno. Le tre navate sono divise tra loro da arcate a tutto sesto, sostenute da pilastri e colonne, con basamento cubico. In alcune colonne l’abaco è ancora esistente. Alcuni pilastri hanno semplice pianta quadrata, altri a cui sono addossate semicolonne, hanno pianta cruciforme. La navata centrale, più sviluppata in altezza rispetto alle laterali, presenta sei monofore (tre per parte) ad arco a tutto sesto. La navata laterale destra, non presenta particolari elementi decorativi. La navata laterale sinistra presenta una serie di aperture (ingressi ai locali dei Cappuccini) caratterizzate da architrave e stipiti in arenaria. Notevole l’arcosolio ogivale, in conci di arenaria e capitelli corinzi.

Oratorio dei Bianchi

DESCRIZIONE
Esterno. Facciata: si presenta in stile baroccheggiante. Il portale, rettangolare, è delimitato da lesene sporgenti, con architrave sormontato da timpano (sull’architrave è incisa la data 1646) con al centro affresco ormai illeggibile. A destra e sinistra del portale, due monofore quadrilobate. La fascia inferiore della facciata è in cotto ed è caratterizzata da quattro lesene. Sopra le monofore quadrilobate, due finestre ad arco a tutto sesto e davanzale in cotto. La cella campanaria presenta, sui quattro lati, monofore ad arco a tutto sesto, ed è sormontata da pinnacolo in cemento. Lato destro: privo di decorazioni. Lato sinistro: coincide con altre abitazioni. Interno. Braccio destro: è ad abside, con nicchia ed altare; sulla destra, un passaggio rettangolare fa accedere ad una cappelletta con pianta poligonale, soffitto a vela e monofora quadrilobata. Braccio sinistro: uguale al destro. Zona absidale: sul fondo, in posizione centrale, nicchia decorata con cornice sporgente; sulla destra, ingresso a torre campanaria. A sinistra rispetto all’altare, piccolo vano rettangolare con soffitto a volta a croce e monofora a mezzaluna. L’interno è decorato da cornice sporgente a modanatura composita, in muratura. Sopra l’altare, ricca decorazione in stucco dai caratteri baroccheggianti. L’altare è posizionato sopra pedana marmorea.
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