Comune di Ponte Nizza

Comune di Ponte Nizza

Castelliere

DESCRIZIONE
Scoperto solo nel 1951 da alcuni cacciatori che inseguivano una volpe, l’insediamento preromano di Guardamonte offre un panorama preciso sulla situazione delle antiche popolazioni liguri che vivevano in questi luoghi, fino alle soglie dell’età del bronzo. I ritrovamenti più antichi sono databili alla prima età del ferro e si ricollegano alla “civiltà di Golasecca”; successivamente l’insediamento è stato sempre popolato fino all’arrivo dei romani; quindi ha subito influenze etrusche (ritrovamento di frammenti di un “bucchero”) ed in seguito quella dei Galli. Di grande interesse è l’impianto urbanistico che, grazie ad un intelligente sfruttamento del luogo, ha permesso una fortificazione dell’insediamento in maniera efficace: sul lato sud è stato scavato, nella roccia a picco, un lungo camminamento da cui era possibile lanciare massi o frecce su un eventuale nemico; dall’altro lato, meno spiovente, sono state costruite mura a ridosso delle quali esistono le capanne d’abitazione. Il tutto viene completato da una profonda caverna ora in parte crollata. Il “castelliere” è posto proprio sulla dorsale fra la Val Curone e la Val Staffora.

Oratorio SS. Trinità

DESCRIZIONE
Esterno. Facciata: sopra il portale rettangolare d’ingresso, una finestra a lunetta con archivolto in mattoni a vista. A destra e sinistra della lunetta, due nicchie rettangolari di lieve profondità, contengono iscrizioni. Sui due lati del portale, due finestrelle ad oculo con ghiera in cotto. Sopra la cornice, il timpano intonacato, con al centro un’iscrizione. Sopra la falda sinistra del tetto, quasi all’angolo con la facciata, si erge una piccola torretta campanaria di pianta rettangolare, in pietra a vista. Lato destro e sinistro: unico elemento particolare, la finestra con mensola in cotto. Interno. Lato destro e sinistro: senza particolari elementi decorativi. Il passaggio al presbiterio è marcato da due pilastri (uno per parte).

Abbazia S. Alberto

DESCRIZIONE
Sullo sperone di una valletta bagnata dal torrente Begna, affluente del Nizza, all’altitudine di circa 700 metri sorge l’antica abbazia di S.Alberto di Butrio. Questo luogo fu ben munito, proprio come un castello. Lo dimostra non solo l’ubicazione isolata dell’edificio, ma anche la struttura fortificata che lo caratterizza, individuabile nei bastioni, nelle robuste mura e nella torre originaria, costituita da grossi blocchi di arenaria ben lavorati e squadrati. Nell’XI secolo un sacerdote di nome Alberto, dopo aver distribuito ai poveri tutto il suo patrimonio, si ritirò come eremita tra questi monti, e in questo luogo costruì una piccola chiesa in onore della Vergine. Intorno a lui si raccolsero altri fedeli, e così sorse l’abbazia, che venne disciplinata con le regole di San Benedetto. Secondo la tradizione, nel 1167 Federico Barbarossa, di ritorno da Roma, si recò in pellegrinaggio in questo luogo. Nel 1320, pare che Edoardo II d’Inghilterra si recò nell’abbazia in cerca di pace e di solitudine e vi morì, ancora giovane. L’attuale complesso è il risultato dell’accostamento di tre chiese, realizzate in epoche diverse: Sant’Antonio, Santa Maria, Sant’Alberto. Una quarta chiesa probabilmente corrispondeva all’attuale sacrestia. Si accede all’abbazia da un portale a doppia strombatura con arco a tutto sesto, cornice ed architrave lapidei, il tutto sormontato da lunetta. Sopra il portale, una finestra tamponata quadrangolare, incorniciata da mattoni pieni. Il portale è riparato da un portico con colonne in granito. Il primo ambiente che si attraversa, entrando nell’abbazia, è la chiesa di S.Antonio. L’edificio, che ha forma trapezoidale e schema planimetrico ad aula, risulta scandito in quattro campate da un grosso pilastro centrale, e presenta pareti perimetrali, coperture, sostegni e altare interamente affrescati. L’altare, addossato alla parete nord, è costituito da un blocco rettangolare in pietra. La parete nord è caratterizzata da due bifore con archi a tutto sesto, colonnina a sezione esagonale e capitello scolpito. Il soffitto è costituito da quattro volte a crociera ad unghia sferica, di cui solo tre presentano nervature. Agli angoli delle pareti perimetrali sono localizzate due lesene rettangolari appaiate. I pilastri laterali di sostegno agli archi sono costituiti da semicolonne affiancate da lesene e da una mensola in pietra liscia. Il pilastro centrale cruciforme ha addossate due paraste e due semicolonne. Gli storici del luogo farebbero risalire la chiesa di S.Antonio al XV secolo, epoca della decorazione pittorica. In quell’epoca sarebbe stata realizzata per dare ricovero ai viandanti che non potevano accedere alla chiesa di S.Maria perché zona di clausura severamente riservata ai monaci. Attraversando una piccola porta con volta ad arco, si accede alla chiesa di S.Alberto, mentre un’ampia arcata conduce alla chiesa di S.Maria. Quest’ultima, costituita da un’unica navata, è la chiesa principale del complesso monastico. In essa si svolgono le funzioni religiose. Vi si accede, come già accennato, tramite arcata a tutto sesto inserita nella campata est dell’attigua (e comunicante) chiesa di S.Antonio. La copertura è caratterizzata da due volte a crociera nervata, di pianta quadrata, separate da un arco trasversale di forma ogivale. La parte dell’abside a semicerchio, con due monofore a doppia strombatura, è coperta da catino, ed è separata dalla navata da un arco trionfale a tutto sesto. Una porta, sormontata da architrave in pietra (a cui è sovrapposto un arco in mattoni pieni), mette in comunicazione la chiesa con quella di S.Alberto. La muratura della chiesa è costituita da conci in pietra calcarea con inserti in laterizio. La chiesa di S.Maria è la più antica tra le chiese del complesso monastico. Secondo una bolla papale del 1073, l’edificio sarebbe stato edificato nella prima metà dell’XI secolo dallo stesso S.Alberto come primo nucleo del monastero. La chiesa di S.Alberto, di cui non si hanno precise certezze sulla data di edificazione, è impostata ad una quota più bassa rispetto alla chiesetta primitiva di S.Maria (a cui si appoggia dal punto di vista strutturale) ed al vestibolo di S.Antonio, impostati ad un medesimo livello. Anch’essa è costituita da unica navata suddivisa in quattro piccole campate coperte da volte a crociera. Le pareti laterali della seconda campata sono caratterizzate da due aperture: un passaggio rettangolare sormontato da architrave in pietra, che fa accedere alla chiesa di S.Maria; un’altra apertura rettangolare con architrave in pietra, che immette alla galleria del chiostro, e quindi al giardino interno tramite scalinata in pietra. Un altro passaggio, inserito nella parete terminale ovest, conduce alle parti realizzate nel 1966 ed alla cappella di Frate Ave Maria. Sulle pareti vi sono quattro pilastri compositi appaiati. La zona del presbiterio è stata oggetto di vari interventi nel passato, a causa della scoperta e successiva accomodazione, nel pavimento, dei loculi tombali in cui era stata sepolta la salma di S.Alberto che, pare, sia morto attorno al 1073. La muratura è costituita da conci di pietra legati con calce, senza aggiunte di laterizio. Dalla chiesa di S.Alberto, superando un ingresso con architrave, posizionato dopo il presbiterio, si arriva alla zona del chiostro che, per caratteristiche tipologiche, risalirebbe al XII/XIII secolo. Il portico si apre su un giardino tramite una galleria costituita da una trifora, tre bifore, mentre un’apertura mediana permette l’accesso al giardino, dove si trova un pozzo in pietra ed un bacile scolpito. Gli archi della galleria poggiano su colonne sormontate da capitello e pulvino. Qui è possibile ammirare la tomba in cui fu sepolto, secondo la tradizione, Edoardo II Re d’Inghilterra. Questo sepolcro, scavato nella roccia, è sormontato da un arco, segno onorifico per i guerrieri nordici. Salendo una scala in pietra, si giunge al loggiato superiore, entrando poi nella camera di Frate Ave Maria, l’eremita cieco che qui visse da Santo e morì nel 1964. La Sacrestia è costituita da un edificio attiguo e parallelo alla chiesa di S.Maria, che funge anche da raccordo tra il complesso delle chiese e la torre. Consiste in uno stretto corpo di fabbrica rettangolare, coperto da volta a botte e con muratura in pietra. Si pensa che questa struttura sia un corpo edilizio aggiunto, addossato alla parete laterale sinistra della chiesa di S.Maria, edificato in tempi posteriori all’assetto duecentesco. La torre, posizionata ad est del complesso abbaziale, è stata più volte rimaneggiata: il suo paramento murario rivela infatti diverse epoche costruttive. L’edificio, costituito da due elementi architettonici sovrapposti distinti tra loro, ha pianta quadrangolare ed è sormontato da cella campanaria. Il paramento murario del corpo edilizio inferiore è caratterizzato da due porzioni sovrapposte di caratteristiche diverse per tecnica costruttiva e lavorazione del materiale: mentre l’ordine superiore di muratura è regolare, con i conci di pietra perfettamente squadrati e di dimensioni pressochè costanti, con tessitura tipica del XIII secolo, la parte inferiore, più grezza, è caratterizzata da conci di dimensioni differenti tra loro, appena sbozzati e con poca malta, attribuibili ad epoca tardo imperiale e quindi risulterebbe l’elemento più antico della struttura abbaziale. Le caratteristiche costruttive di questa porzione di muratura sono comuni ad altri edifici militari di età tardo-imperiale, specie per il tipo di fondazione “a platea”, in uso presso i romani. In base a studi relativi alla calce di questa zona inferiore della torre, si ipotizza che ci si trovi di fronte a vestigia di una costruzione di epoca tardo imperiale attorno alla quale, in tempi successivi, vennero edificati altri elementi. La compattezza e lo spessore della muratura fanno pensare ad un fortilizio con funzione difensiva, probabilmente l’elemento di un sistema di guardia romano che comprendeva tre torri: quella di Oramala, di Butrio e di Pozzol Groppo, dislocate all’interno del sistema montuoso oltrepadano. La cella campanaria presenta quattro aperture ad arco a tutto sesto, e sommità coperta da tetto a padiglione in coppi. La torre è collegata agli altri corpi di fabbrica tramite un vano di passaggio.

Oratorio S. Ponzo

DESCRIZIONE
Esterno. Facciata: ingresso costituito da porta a due ante in legno; a destra e a sinistra, due finestrelle di forma rettangolare, con inferriata in ferro. Da notare il timpano del frontone, decorato sui tre lati da piastrelline fittili. Lo stesso tema decorativo, questa volta a due ordini, è presente sul lato destro e sinistro, sotto la linea del tetto. Lato destro e sinistro: in pietre a vista, come in facciata. Interno. Non presenta alcun elemento costruttivo di rilievo.

Chiesa S. Ponzo

DESCRIZIONE
L’edificio è in stile romanico lombardo. Esterno. Facciata: il portale è preceduto da un nartece che risale ad epoca rinascimentale, a pianta quadrata e volta a croce. E’ sostenuto da quattro colonne impostate su alti piedistalli in arenaria. I quattro lati del nartece sono caratterizzati da arco a tutto sesto e la copertura presenta tetto a tre falde triangolari ricoperte da coppi. La pavimentazione è in ciottoli con decorazione in cotto: sempre in cotto, prima dell’ingresso, è riportata la data 1831 (probabilmente l’anno di realizzazione della pavimentazione). Il portale d’ingresso presenta un arco rialzato, in arenaria. Nella parte superiore della facciata (al disopra del tetto del nartece), una monofora circolare con decorazione in cotto. Lato destro e sinistro presentano, sotto la linea del tetto, una decorazione ad archetti e, più in basso, le caratteristiche finestre con strombatura esterna. La parte esterna dell’edificio, in corrispondenza del coro, è caratterizzata, sotto la linea del tetto, dalla stessa decorazione ad archetti presente sui fianchi dell’edificio; poco al disotto, due monofore murate ed intonacate, con archivolto in cotto e, nella parte inferiore, due monofore vetrate con strombatura esterna. Il campanile è di forma quadrata, in linea con la facciata; vi sono finestre a feritoia coronate da archi a semicerchio. Era stato coperto da intonaco ma ora è ritornato al suo aspetto originario. Sul fronte del campanile é posta una lapide in marmo bianco, con la seguente epigrafe: Monumento nazionale architettura lombarda sec. XI

Interno:

Nella prima campata di destra, dopo aver superato l’ingresso, si trova la fonte battesimale. Anticamente il battistero era una cappella esterna alla chiesa, a cui si accedeva per una porta, di cui esiste ancora la sagoma (visibile all’esterno, a destra rispetto al portale). Questo perchè in passato una parte del rito battesimale si svolgeva fuori dalla chiesa. La quarta campata destra presenta, al centro del muro perimetrale, una piccola nicchia sopraelevata. Alla destra del presbiterio, uno spazio rettangolare accoglie l’altare dedicato a San Ponzo (con urna contenente i resti del Santo); sul muro al disopra dell’altare, una nicchia con la statua del Santo. Le campate del lato sinistro, rispecchiano quasi completamente la suddivisione del lato destro: vicino all’ingresso, l’accesso al campanile; alla sinistra del presbiterrio, uno spazio rettangolare con altare. Si accede all’altare superando due gradini. Questi, come il resto del presbiterio, risultano in marmo recente. Qui il soffitto è costituito da volta a crociera costolonata. Sulla destra e sulla sinistra rispetto all’altare, due aperture rettangolari danno accesso alla sagrestia con volta a botte (destra) e ad un altro ambiente (sinistra). La balaustra del presbiterio è in marmo. La controfacciata è caratterizzata da un piano sopraelevato sostenuto da due pilastri: lì è stato posizionato l’organo. La navata centrale è marcata da una cornice in gesso che passa al disopra di tutti i pilastri.

Chiesa S. Salvatore

DESCRIZIONE
Esterno. Facciata: risulta suddivisa in tre zone, da quattro paraste a tutta altezza. La zona a destra e a sinistra presentano una monofora cieca con la parte superiore ad arco a tutto sesto: la cornice è in cotto. La zona centrale è caratterizzata da un ingresso a forma rettangolare, con portale in legno a due ante; sopra il portale, un archivolto in cotto racchiude una lunetta un tempo affrescata (oggi l’affresco non è più leggibile) e, più al disopra, un’ampia monofora circolare decorata anch’essa da cornice circolare in cotto. Gli spioventi del tetto sono decorati da una frangia ad archetti pensili in cotto. Lato destro: non presenta particolari elementi decorativi. Lato sinistro: presenta un’unica apertura consistente in una monofora vetrata. Sul fondo dell’edificio svetta il campanile, piuttosto alto, intonacato e con feritoie sui quattro lati. Interno. Lato destro: suddiviso in due campate, da pilastro. La prima campata è costituita da una nicchia che accoglie un confessionale. Segue un pilastro a “T” addossato alla parete, con un capitello simile a quelli dei pilastri angolari in controfacciata (il capitello presenta modanatura). La seconda campata è caratterizzata da un’altra nicchia con altare. Segue pilastro. Lato sinistro: risulta sostanzialmente uguale al lato destro ma, al disopra di una nicchietta, si apre una monofora vetrata con arco a sesto ribassato. Sulla destra, una porta di accesso alla sagrestia. Superando un gradino si accede al presbiterio: qui la volta a vela presenta, al centro, un lucernario circolare.
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